“L’ortocheratologia migliora la vita”: lo dice la scienza.

Lucca, 2 Agosto 2017

L’ortocheratologia migliora la vita, oltre che la vista. Parola di scienza! Anzi di Lipson MJ, Sugar A e Musch DC che, nel 2005, hanno pubblicato su Optometry and Vision Science, la rivista ufficiale dell’American Academy of Optometry, lo studio dal titolo Overnight corneal reshaping versus soft disposable contact lenses: vision-related quality-of-life differences from a randomized clinical trial.

Lo studio

Lo studiovaluta e mette a confronto l’acuità visiva, il comfort oculare ed i sintomi correlati, la percezione soggettiva della qualità della vista e le ripercussioni sulla qualità della vita di pazienti appartenenti a due gruppi: i portatori di lenti a contatto morbide ad uso diurno e a ricambio frequente, da un lato, e i portatori di lenti a contatto ortocheratologiche notturne (lenti che si indossano solo di notte e consentono di veder bene durante il giorno), dall’altro.

I soggetti selezionati sono stati assegnati in modo casuale a far parte, alternativamente, per un periodo di 8 settimane, ad uno dei due gruppi in questione. A conclusione del periodo di prova di una delle modalità di utilizzo delle lenti a contatto analizzate, i soggetti hanno risposto al questionario NEI-RQL42. Completate entrambe le fasi dello studio, da 8 settimane ciascuna, i pazienti hanno espresso la loro preferenza, sia in termini visivi, sia in relazione alla qualità della vita.

Cosa è emerso

Degli 81 pazienti reclutati 65 hanno completato entrambe le fasi dello studio e compilato correttamente e completamente il questionario, per poi sottoporsi ai controlli di follow up per la misura dell’acuità visiva e l’ispezione in lampada a fessura della superficie oculare.

Dei 65 pazienti che hanno concluso lo studio, ben 44 hanno mostrato una netta preferenza per le lenti a contatto ortocheratologiche a fronte dei 21 che hanno, invece, preferito le lenti a contatto morbide ad uso diurno.

In altri termini, stando agli esiti della ricerca, il 67,7% della popolazione ametrope che accede al trattamento ortocheratologico (i requisiti di inclusione a questa tipologia di lenti a contatto sono di competenza optometrica in relazione agli aspetti refrattivi e di competenza oculistica in relazione allo stato di salute dell’occhio) sarebbe maggiormente soddisfatto dei risultati ottenuti correggendo il proprio difetto visivo con lenti a contatto ortocheratologiche notturne, anziché con lenti a contatto morbide usa e getta. Con conseguenti effetti positivi sul miglioramento della qualità della vita oltre che della vista.